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lunedì 18 giugno 2012

Torino - La Consolata


Per chi visita Torino non può non essere una tappa per ammirarne l'architettura e l'atmosfera d'altri tempi che si respira al suo interno, per i Torinesi è un luogo caro di sentita devozione, si tratta della Chiesa di Santa Maria della Consolazione, conosciuta come il Santuario della Consolata (la Consölà in dialetto piemontese), è una basilica dedicato a Maria. Sulla facciata sopra al portale la scritta latina CONSOLATRIX AFFLICTORUM ovvero "consolatrice degli afflitti" richiama il titolo di "Consolatrice".

Questa Chiesa che si trova nel centro storico di Torino ha origini molto antiche e più volte è stata ampliata e rimaneggiata tra il Seicento e il Novecento.

Vi si accede dall'omonima piazzetta, pedonale, che ospita anche un locale storico "il vej bicerin" di cui un giorno vi parlerò.
Varcato il portale ci si trova in un ambiente elittico che anticipa la navata principale a pianta esagonale, con due coppie di cappelle ogivali che affiancano quella centrale dove è collocato l'altar maggiore disegnato da Filippo Juvarra.


Non si può non rimanere incantati, perchè l'interno come avrete capito non è quello classico delle chiese con la navata centrale, ma un susseguirsi di cappelline e di spazi come quello del loggiato che si apre a destra e che si affaccia sulla cripta dove è custodito il quadro dal quale ha avuto origine la devozione verso questo santuario.


La storia narra che un quadro raffigurante la Madonna, fu ritrovato  da un cieco di Briançon. A quest'uomo cieco dalla nascita comparve in sogno la Madonna  che lo invitava  a recuperare un suo quadro andato perso e se vi fosse riuscito gli avrebbe fatto dono della vista. L'uomo messosi in viaggio e arrivato a Torino dopo varie vicissitudini, siamo nell'anno 1100, ebbe  la visione della Madonna che gli indicava  il luogo esatto dove trovare il quadro. L'uomo raggiunse questo luogo e il 20 giugno 1104 il quadro della Madonna  viene ritrovato dove un tempo sorgeva una chiesa dedicata ai santi Andrea e Clemente. Il quadro venne recuperato e l'uomo miracolato e a ricordo di questo evento all'interno della chiesa vi è una lapide.
Nel 1899 Secondo Pia, colui che per  primo fotografò  la Santa Sindone evidenziandone le proprietà di negativo fotografico, venne incaricato di fotografare l'antico ritratto della Vergine. Durante le operazioni di smontaggio della cornice, emerse una scritta sul dipinto che lo identificava  come ritraente Santa Maria de Popolo de Urbe, una riproduzione dell'artista Antoniazzo Romano  portata a Torino dal cardinale Della Rovere. Questo mise in discussione l'origine dell'icona  ma nonostante non si tratti  dell'originale  presente nell'antica chiesa di Sant'Andrea, quella attuale è stata e continua ad essere oggetto di venerazione come testimoniato dai  moltissimi ex-voto donati dai fedeli che sono visibili nella navata laterale destra.
Sui resti della Chiesa dei Santi Andrea e Clemente venne costruita nell'anno 1000 una chiesa a tre navate con un campanile che è proprio  quello che ancora oggi si può ammirare accanto alla chiesa ora in stile barocco. 



Per la sua costruzione fu utilizzato materiale di epoca romana proveniente da rovine di abitazioni patrizie circostanti infatti alcuni rilievi marmorei sono ancora oggi  ben visibili nella parte sottostante.




A base quadrata, alto circa 40 metri è  decorato con archetti pensili, monofore, bifore e trifore e intorno  al 1400 fu abbellito dalla merlatura guelfa. La curiosità è il contenuto dela cella campanaria ovvero un concerto di nove campane  una delle quali  è la campana più grande del Piemonte insieme a quella della basilica di San Gaudenzio a Novara.
Intorno al 1500 la chiesa venne ulteriormente ampliata prolungando la navata, così facendo si optò per spostare l'accesso principale sul lato lungo della basilica. Verso il 1600 l’ordine Cistercense subentrò a quello Benedettino rimanendovi per oltre due secoli. Fu però con Guarino Guarini che il santuario subì un grande rimaneggiamento, questi diede forma elittica alla navata su incarico della Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

decoro del soffitto dell'elissi

Nel 1700 durante l'assedio   franco-spagnolo la città si raccomandò alla Consolata per la propria salvezza e come ex voto vennero posti, nei punti di maggiore importanza della città, una serie di piloncini recanti l'effigie della Vergine e la data: 1706. Il luogo dove sorge il santuario era allora vicinissimo alle mura di cinta della città ma nonostante questo   a seguito dell'assedio il santuario  rimase  intatto, solo  un proiettile colpì la base della cupola e si può notare ancora oggi indicato da una lapide commemorativa: "Proiettile Assedio Giugno 1704".



Una seconda trasformazione avvenne ad opera di Filippo Juvarra che l'abbellì  col nuovo altar maggiore che è giunto ai giorni nostri e  realizzò la cupola sormontata da una lanterna che favorì la luminosità dell'interno. Infine nel 1815 fu l'architetto Carlo Ceppi, che  creò 4 cappelle ogivali a lato del presbiterio e il loggiato affacciato sulla cripta della Madonna delle Grazie.All’interno oltre a opere pittoriche di Guala, Crosato, Milocco è visibile, in una cappella  a sinistra accanto all'altare, il monumento alle due regine in memoria di Maria Teresa d’Asburgo – Toscana vedova di Carlo Alberto e di Maria Adelaide d’Asburgo- Lorena moglie di Vittorio Emauele II. Il monumento è pregevole per l'accostamento dei marmi: bianco per le figure delle regine nero per la base sulla quale posano le statue di nuora e suocera inginocchiate davanti alla Vergine.
Sempre all'interno è esposta la statua della madonna con il bambino che in  questi giorni vicini alla sua festa è adornata da addobbi floreali e illuminata dalle fiammelle dei lumini dei fedeli che a lei si affidano.

La festa si celebra, preceduta dalla solenne novena, il 20 giugno. Al tramonto la statua argentea viene portata in processione per le vie del centro cittadinoseguita da migliaia di fedeli, da tutte le confraternite e dalle associazioni  di volontariato.
All'esterno, nel 1835, fu eretta una colonna con la statua della Vergine in ringraziamento del limitato numero di vittime durante l'epidemia di colera di quesgli anni.


Per informormazioni su orari e visite guidate http://www.laconsolata.org/home.asp  mentre per seguire in diretta la processione www.laconsolata.direttastreaming.tv

2 commenti:

Cannella e Pois ha detto...

Quante cose interessanti nel tuo blog!
Cannella&Pois
http://cannellaepois.blogspot.it

-eli- ha detto...

che bello questo blog! e poi mi ha colpito questa foto di torino perchè sono di quelle parti!ti spiace se mi unisco?se ti va passa a trovarmi!

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