Oggi festeggio il mio compleanno.... giorno di riflessioni e pensieri....
battute e auguri...
e quest anno sono cinquantanove!ù
... e come disse il poeta:
"Non è importante
essere nel fiore dell'età,
ma è importante
avere sempre l'età in fiore!"
Oggi festeggio il mio compleanno.... giorno di riflessioni e pensieri....
battute e auguri...
e quest anno sono cinquantanove!ù
... e come disse il poeta:
"Non è importante
essere nel fiore dell'età,
ma è importante
avere sempre l'età in fiore!"
Tra i libri da leggere mi è capitato uno acquistato da mio marito: l'autrice è l'ingauna Cristina Rava, i cui libri mi prendono sempre e me li leggo tutti d'un fiato. i protagonisti sono sempre il commissario Bartolomeo Rebaudengo e il medico legale Ardelia Spinola, una strana coppia di amici ma anche ex amanti, che si punzecchiano continuamente, ma che insieme sono effettivamente eccezionali.
E' autunno, il commissario passeggia nei boschi di Ceva in cerca di funghi ssieme ad una donna, sorella di una vittima di un omicidio raccontato in un precedente romanzo. Ttra i due c'è un buon rapporto di amicizia.
in una villa sulle colline di Alassio avviene un omicidio , si tratta di un anziano medico ormai in pensione che è stato ucciso con cinque colpi di pistola ma solo dopo essere stato torturato. E' un omicidio che ricorda un fatto di cronaca avvenuto dieci anni prima, anche se l'uomo del precedente omicidio era implicato in un traffico di droga e il suo assassino era stato trovato morto in una Ferrari fatta saltare con una bomba. Il commissario Rebaudengo indaga sulla vicenda che vede coinvolta una galleria antiquaria appena inaugurata, sospettata di traffici illeciti. Nel mentre prosegue la sua relazione con Ardelia che tra autopsie, divertenti confronti e cenette aiuterà il commissario nelle indagini.
Il romanzo ha un intreccio gustoso, e si legge, nonostante un inizio un po lento..
Quest'anno durante le mie vacanze ho avuto il piacere di fare il giro dei Castelli Romani, un angolo del Lazio che sorprende per l'armonia tra natura e tradizioni. Tra i borghi visitati, uno in particolare mi ha affascinato: Castel Gandolfo.
Affacciato sul Lago Albano e circondato da una natura rigogliosa, il borgo offre scorci mozzafiato poichè la sua posizione elevata lo rende un punto panoramico privilegiato su tutto il cratere vulcanico del lago.
Castel Gandolfo ha origini romane: era un luogo di villeggiatura per le famiglie patrizie: le viuzze strette, le piazzette acciottolate, i ristorantini tipici e i balconi fioriti contribuiscono a creare un’atmosfera tranquilla e romantica.
Ma la vera meraviglia è stata la visita al Palazzo Apostolico, antica residenza estiva dei Papi. Fino a pochi anni fa era un luogo inaccessibile ai più, riservato esclusivamente ai pontefici e al loro entourage. E' stato Papa Francesco che lo ha aperto al pubblico come museo ed è un vero gioiello.
Il Palazzo domina Piazza della Libertà con un elegante facciata bianca, sobria ma imponente. Una volta varcato il portone, ci si ritrova nel giardino, prati all'inglese, palme e piante verdi.
Attraverso una breve scala si entra negli ambienti del palazzo che raccontano secoli di storia.
Il Palazzo fu usato come residenza papale fin dal Seicento, ma la struttura originaria è ancora più antica perché costruita sopra i resti della villa dell'imperatore Domiziano.
Il museo custodisce opere d'arte, documenti storici, abiti liturgici, una curiosa collezione di oggetti personali dei Papi ed una galleria dei ritratti Papali, dove si trovano i ritratti di tutti i papi della storia
Ospita arredi originali ed è visitabile anche l'appartamento privato dei Papi così come era al tempo di Giovanni Paolo
II. Camminare tra quelle stanze è stato come fare un emozionante viaggio nel tempo: stanze semplici ma cariche di significato. Lo studio, la camera da letto, la cappella privata camera da letto, lo studio, la cappella privata.
Passeggiare tra questi spazi fa riflettere sul lato umano del papato: qui i pontefici si ritiravano per riposare, meditare, scrivere, lontani dalle pressioni di Roma.
IL Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo è un luogo che custodisce memoria, fede ed arte: un'esperienza da vivere con lentezza, per cogliere ogni dettaglio e lasciarsi toccare dalla storia che abita ogni stanza.
Dopo la visita, una passeggiata tra le viuzze del borgo, fra i ristoranti e i locali, la chiesa per concludere la giornata.
Che siate amanti della storia, della natura o semplicemente alla ricerca di un angolo autentico, Castel Gandolfo saprà sorprendervi: un borgo sospeso fra cielo e lago. A noi è piaciuto molto.
La cenerentola protagonista di questo romanzo è una ventisettenne newyorkese di nome Riley che ama scrivere sula rivista che un tempo era della sua defunta madre. Come la protagonista della favola ha una perfida matrigna e due sorellastre che come nella favola non esitano a sfruttare Riley per qualsiasi cosa.
Settembre .... ha il suono dei trolley che rientrano e delle sveglie che ritornano a suonare la mattina presto. Queste vacanze estive però mi hanno regalato un po’ di tempo tutto per me, e ne avevo davvero bisogno! Quest’anno come avrete già letto nei miei precedenti post ho scelto una meta affascinante, ricca di storia e bellezza: i Castelli Romani. Borghi incantevoli, panorami mozzafiato e quella pace che solo certi luoghi sanno offrire.
Tra una passeggiata a Castel Gandolfo, un caffè a Frascati, vini bianchi freschissimi e tra l'eterna lotta fra "mi rilasso" e "fammi fare qualcosa sennò mi annoio" sono riuscita finalmente a dedicarmi a due delle mie passioni: la lettura e l’uncinetto.
La sera invece, relax totale: ho letto "l'enigma del gatto" di Sonia Sacrato, un giallo delizioso, leggero ma ben scritto, intelligente, con un felino che ha sicuramente molto intuito.L'ho finito in un paio di sere: trama intrigante, ironia ben dosata, e la soddisfazione di non aver capito chi fosse il colpevole fino all’ultima pagina.... ve ne parlerò nel prossimo post.
E poi – tenetevi forte – ho lavorato di uncinetto!
E voi, che vacanze avete fatto, più Indiana Jones o più divano , libro e zero pensieri?
" Lo vedi, ecco Marino,
la sagra c'è dell'uva,